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Giornale di Brescia

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Visione d'insieme del grande complesso di Santa Giulia.
26/06/2011

Santa Giulia è Patrimonio dell'Umanità


Unesco promuove la pratica avviata nel 2007 dalla Giunta Corsini con la Fondazione Cab
Con Cividale del Friuli e Castelseprio (Varese), Brescia è ufficialmente «terra longobarda»
IL SITO SERIALE - L'Unesco ha riconosciuto l'importanza del patrimonio longobardo collocato nel Nord Italia


Più di quattro anni di attesa valgono una notizia dal valore inestimabile: Santa Giulia è stata dichiarata Patrimonio Mondiale dell'Umanità da parte dell'Unesco.
La decisione è stata presa ieri a Parigi dall'organismo culturale dell'Onu, La candidatura era stata presentata nel 2007 dall'allora Giunta Corsini in collaborazione con la Fondazione Cab e perfezionata nel corso dell'anno successivo con l'invio di una corposa documentazione verso la capitale francese .
Il riconoscimento di Santa Giulia è legato al sito seriale << I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.) >>.  Assieme a Cividale del Friuli e Castelseprio, in provincia di Varese, Brescia aveva infatti formato una cordata costituita da tre luoghi cardine per la sopravvivenza di importanti testimonianze dell'età longobarda e per la promozione dell'eredità di questo popolo, le cui vicende hanno contrassegnato in maniera indelebile la storia dell'Italia Settentrionale.
Ottenere il riconoscimento significa acquisire fondi a sostegno dei progetti e aumentare sensibilmente flussi turistici verso la nostra città: le statistiche fanno rilevare una crescita di presenze che va dal 30 al 60% nei luoghi che hanno ottenuto l' ambito status di «patrimonio dell'umanità» .
Brescia, in particolare, si era candidata con l'area archeologica e monumentale che si estende dal nucleo capitolino romano (Capitolium, Foro, Basilica, Teatro e sezioni archeologiche di Palazzo Martinengo) fino al complesso monastico di Santa Giulia, con particolare rilievo alle evidenze longobarde, come la Basilica di S. Salvatore, che custodisce un ricco apparato decorativo e gli arredi liturgici, la Croce di re Desiderio e le sepolture longobarde. Lo status è stato riconosciuto dopo accurate visite in loco da parte dei funzionari Onu e in seguito alla presentazione da parte degli enti promotori di un piano di gestione dei siti interessati. Un piano che comprendeva indirizzi per la conservazione, la promozione e la valorizzazione dei luoghi destinati a divenire patrimonio di tutta l'umanità.
Paolo Corsini, il sindaco che avviò la candidatura tramite l'allora ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli, è stato tra i primi a ricevere la notizia della decisione dell'Unesco. A chiamarlo è stato Attilio Vuga, sindaco di Cividale del Friuli all' epoca della presentazione del progetto all'organismo culturale dell'Onu.
Euforico, Corsini ha commentato l'importante riconoscimento ricevuto da Santa Giulia con << straordinaria soddisfazione >>.
<< La decisione dell'Unesco - ha aggiunto - premia il lavoro fatto da generazioni di amministratori bresciani che hanno creduto nella valorizzazione del patrimonio di Santa Giulia e, più in generale, di quello longobardo, con la riscoperta della tradizione che risale a Desiderio e alla regina Ansa.
Un lavoro a cui la Fondazione Cab, con il presidente Folonari, il direttore Mantovani e il consigliere Rampinelli Rota hanno dato un contributo fondamentale.
Brescia è destinata a raccogliere un'enorme riconoscibilità internazionale sia dal punto di vista turistico, sia da quello culturale >>.  L'Amministrazione Paroli, in particolare attraverso l'opera dell' assessore alla Cultura Arcai, aveva proseguito nel sostenere la candidatura. Ora per tutta Brescia è arrivata la buona notizia.
Il riconoscimento è stato accolto con grande gioia anche in Friuli. Il sindaco di Cividale, Stefano Balloch, ha commentato soddisfatto:<< La nostra cittadina è stata protagonista, nel ruolo di capo fila, di un progetto culturale internazionale senza precedenti >>.
Assieme al sito seriale << I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 a.c >>  l'Unesco ha riconosciuto come Patrimonio dell'Umanità anche il << paesaggio culurale del caffè >> in Colombia, il sito archeologico dell'isola Meroe, in Sudan, l'area di Wadi Rum, in Giordania e il complesso industriale Fagus, ad Alfeld in Germania.

 


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